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Subappalti, varianti, penali...

Preferire il criterio (oggettivo) del massimo ribasso all'offerta più vantaggiosa, evitare requisi­ti di partecipazione capaci di limitare la concorrenza, niente varianti in sede di offerta o premi di accelerazio­ne. E poi: si a penali legate a ritardi di esecuzione, controlli stringenti sui componenti delle commissioni giudicatrici, co­municazione immediata di subappalti, va­rianti e motivazioni che dovessero com­portare la scelta di un affidamento diretto rispetto a una normale gara pubblica. So­no le indicazioni per la gestione delle gare d'appalto che il presidente dell'Anac, Raf­faele Cantone (in qualità di presidente dell'Unita operativa speciale dell'Expo), ha inviato a Giuseppe Sala, commissario unico per la gestione di Milano 2015. Il documento con cui Cantone stringe le maglie dei controlli sugli appalti milio­nari dell' Expo, dopo i casi di corruzione su cui indaga la Magistratura milanese, e' un dettagliato vademecum per la corretta gestione delle gare per la realizzazione del sito espositivo, inclusa 1'acquisizione di servizi e forniture. Per Cantone il prima passo e ridurre al minima la possibilità si scelte arbitrarie ai commissari di gara nell'assegnazione dei contratti. Per cui no al criterio dell'offerta economicamente pili vantaggiosa «nei ca­si di beni e servizi standardizzati o che non lascino margini di discrezionalità all'impresa». Se proprio non si può usare il massimo ribasso, allora i criteri di asse­gnazione dei punteggi di gara devono es­sere coerenti con 1'oggetto dell'appalto e misurabili «in termini oggettivi e non arbi­trari». Non devono poi essere previsti requisiti di partecipazione di carattere eco­nomico - finanziario o tecnico-professiona­le «troppo stringenti, tali da limitare 1'ac­ cesso alla gara a un numero ristretto di imprese». Un caso già verificatosi peral­tro all'Expo, per la gara d'appalto del Padiglione Italia finita al centro di una polemica tra i costruttori dell'Ance e il commissario Antonio Acerbo, ora indaga­to dalla Procura. Giro di vite sui commissari di gara, da scegliere tra «personalità del mondo accademico e del­le professioni» tramite sorteggio in «un'ampia rosa di candidati (rapporto non inferiore 1 a 5). Indicazioni precise arrivano anche sul­la valutazione delle offerte anomale. Can­tone chiede di documentare sempre il pro­cedimento di valutazione. E nel caso que­sta non conduca all'esclusione dell' impre­sa di giustificarne il motivo. Sara poi necessaria attivare un canale di comunica­zione diretto con l'unita speciale diretta da Cantone con l'obiettivo di comunicare «tempestivamente» le richieste di subappalto e le eventuali varianti. Niente filtri. In caso di «società schermate da persone giuridiche estere o fiduciarie» bisognerà comunque indicare a Cantone «il titolare effettivo dell'impresa subappaltatrice».Inutile dire che all'Anac gli affidamen­ti diretti sono visti come fumo negli occhi. Quindi prima di procedere, di assegnare un contratto senza gara, l'Expo do­vrà prima verificare la possibilità di accor­pare le procedure per raggiungere la so­glia europea. Tutto il contrario della pras­si dei «frazionamenti artificiosi» per aggi­rare la concorrenza. E anche nel caso di procedure di importo inferiore a 40mila euro, che per legge sono assegnabili in via diretta da Rup, «sono preferibili moda­lita di aggiudicazione competitiva a evi­denza pubblica», con la consultazione di almeno cinque imprese o professionisti.